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Didymoteicho
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mwhaDidymoteicho (mwhqin greco Διδυμότειχοmwhg?, mwhwin turco mwiaDimetoka, mwiqin bulgaro Димотика?, Dimotika, in mwigitaliano mwiwDidimotico, desueto) è un mwjacomune della Grecia situato nella periferia della mwjqMacedonia orientale e Tracia (mwjgunità periferica di mwjwEvros) con mwka23380 abitanti secondo i dati del censimento mwkq2001cite-ref-1[1]

A seguito della riforma amministrativa detta mwlwProgramma Callicrate in vigore dal gennaio mwma2011cite-ref-2[2] che ha abolito le mwnqprefetture e accorpato numerosi comuni, la superficie del comune è passata da 354 a 565 km² e la popolazione da mwng18998cite-ref-3[3] a mwow23380 abitanti

Contents

Nomi
Storia
Strade
Note

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Geografia

Didymoteicho è situata nella regione della mwpwTracia occidentale, lungo la sponda sinistra dell'Erythropotamos, un corso d'acqua che un paio di km più a valle confluisce nell'mwqaEvros, il principale fiume della regione che segna il mwqqconfine tra la Grecia e la Turchia. Didymoteicho è situata a 94 km a nord-est di mwqgAlessandropoli e a 46 km a sud della città turca di mwqwEdirne.

Nomi

La città era precedentemente conosciuta in mwrgKatharevousa mwrwDidymóteichon, mwsaΔιδυμότειχον, mwsqdal greco antico δίδυμος?, dídymos ("gemello") e τεῖχος, teîchos ("muro"). Didymoteicho è conosciuta mwsgin bulgaro Димотика?, Dimotika e mwswin turco mwtaDimetoka.

Storia

Epoca antica

La zona intorno alla città risale al Neolitico. Fu un'importante città mwuaellenistica e dei mwuqTraci. La città venne saccheggiata dai mwugromani nel 204 a.C. All'inizio del II secolo, l'imperatore mwuwTraiano ha creato una nuova città tra le due colline che circondano la città e la chiamò mwvaPlotinopolis dalla moglie mwvqPompeia Plotina. La città sarebbe stata successivamente una delle città più importanti della Tracia, avendo la propria Assemblea. I suoi resti sono ora conosciuti come mwvgKale, dal turco "Castello". Negli anni sessanta, durante lo scavo di una trincea da parte dell'esercito, un busto in oro di mwvwSettimio Severo fu trovato sul sito di Plotinopoulis ed è ora al Museo di mwwaKomotini.

Epoca medievale

In epoca medievale, noto come mwwwDemotika, fu un importante centro di mercato e uno dei luoghi migliori per la caccia per gli imperatori bizantini e successivamente per i mwxasultani. Essa era ben fortificata dai mwxqbizantini e dopo la riconquista contro l'mwxgImpero Latino di mwxwCostantinopoli nel 1261, divenne la città più importante della mwyaTracia e della mwyqMacedonia bizantina. La città fu assediata diverse volte durante il mwygSecondo impero bulgaro e durante le guerre civili bizantine del XIV secolo; essa è famosa come sede degli imperatori mwywAndronico III e mwzaGiovanni VI Cantacuzeno. La città era anche il luogo di nascita degli imperatori bizantini mwzqGiovanni III Vatatze e mwzgGiovanni V Paleologo.cite-ref-4[4]

Epoca ottomana

La battaglia di Demotika, prima vittoria di un mwbwesercito ottomano in Europa, fu combattuta prima del 1352, durante un'mwcaaltra guerra civile bizantina che coinvolse la città. Nel mwcq1361 e dopo lungo assedio, gli Ottomani riuscirono a conquistare la città. A differenza della vicina mwcgAdrianopoli che venne rasa al suolo, mantennero intatta la città. Fu allora che costruirono la grande moschea e le terme della città, entrambe le quali sono state le prime del loro genere nel continente europeo. Sotto la dominazione turca, la città era conosciuta come mwcwDimetoka o mwdaDemotika. Vi nacque il sultano mwdqBayezid II.

Dopo la mwdwbattaglia di Poltava, il re esiliato mweaCarlo XII di Svezia ha vissuto nella città (1713–1714). Durante il periodo ottomano, fu un importante centro dei mweqSufi mwegBektashi.

Epoca moderna

Nel 1912 la città fu brevemente occupata dai Bulgari, durante la mwfqprima guerra balcanica, solo per tornare agli Ottomani un anno più tardi con la firma del mwfgtrattato di Bucarest. Per assicurarsi l'entrata in guerra della Bulgaria al fianco degli mwfwImperi Centrali, il governo di Costantinopoli offrì a quello di mwgaSofia i territori sulla sponda destra della mwgqMeriç. Fu così che nel mwgg1915 passò nuovamente sotto il controllo bulgaro. Alla fine della mwgwprima guerra mondiale, con la firma del mwhatrattato di Neuillycite-ref-5[5], la Bulgaria fu costretta a cedere Didymoteicho e la Tracia occidentale agli mwiqAlleati, che ne affidarono l'amministrazione al generale francese Sharpe. Nella seconda metà di aprile 1920, alla mwigconferenza di Sanremo dei primi ministri dei governi principali alleati nell'Intesa, fu decretata la cessione alla Grecia di tutta la Tracia occidentale.

Durante la mwjaseconda guerra mondiale Didymoteicho fu occupata dai tedeschi.

La città è stata gravemente colpita dalla piena del fiume mwjgEvros dal 17 al 22 febbraio 2005. A quel tempo erano segnalati avvisi di alluvione. Gran parte della città venne devastata mercoledì 2 marzo 2005 e la piena continuò per diversi giorni. Venerdì 4 marzo le acque cominciarono lentamente a defluire. Oltre mwjw5000 mm di pioggia hanno causato lo straripamento del fiume.Gli edifici, le proprietà e i negozi erano allagati, lasciando la gente prigioniera. È stata la peggiore inondazione in quasi 50 anni. La linea ferroviaria a sud di Didymoteicho e vicino alla stazione fu anch'essa allagata e fu chiusa. Gravi inondazioni sono avvenute anche nel marzo 2006 in tutta la città e nell'area di Evros.

Monumenti e luoghi d'interesse

• Castello di Didymoteicho
• mwlaMoschea di Mehmet Çelebi, la costruzione fu commissionata dal sultano mwlqMaometto I, figlio di Bayezid e fu inaugurata nel marzo 1420. La moschea al giorno d'oggi è in rovina ma un progetto di restauro è in corso da parte del ministero greco della cultura.

Cultura

Istruzione

Musei

• Museo bizantino di Didymoteicho
• Museo del Folklore
• Museo Ecclesiastico
• Museo Militare

Infrastrutture e trasporti

Strade

Didymoteicho è attraversata dalla strada nazionale 51, che forma l'ultimo troncone della mwoqstrada europea E85, che dalla frontiera bulgara giunge sino al porto di Alessandropoli.

Ferrovie

Didymoteicho possiede una stazione lungo la linea ferroviaria Alessandropoli-Svilengrad.

Note

cite-note-11. mwqwmwramwrqPopolazione comuni greci, su mwrgstatoids.com. mwrwURL consultato il 9 marzo 2011.
cite-note-22. mwswmwtamwtqProgramma Callicrate (mwtgmwtwPDF), su mwuaypes.gr. mwuqURL consultato il 2 marzo 2011.
cite-note-33. mwvqmwvgmwvwCensimento 2001 (mwwamwwqXLS), su mwwgypes.gr. mwwwURL consultato il 2 marzo 2011.
cite-note-44. mwxwmwyamwyqΔιδυμότειχο, su mwygthrakiki.gr mwyw(archiviato dall'mwzaurl originale il 24 settembre 2008).
cite-note-55. mw0amw0qmw0gWorld War I Document Archive, su mw0wwwi.lib.byu.edu. mw1aURL consultato il 6 luglio 2022.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Didymoteicho

Collegamenti esterni

• (EL, EN) Sito ufficiale, su didymoteicho.gr.